Ho sempre la sensazione che la gestione degli apiari così come me l’hanno insegnata sia molto invasiva e poco rispettosa dei meccanismi naturali …… si tratta solo di una sensazione ho cercato di leggere un pò qua e un pò là e effettivamente la sesazione è più che fondata .
Ogni volta che apro l’arnia devo usare la leva e forzare dei sigilli di propoli e ogni volta che alzo un telaino mi capita di rompere dei ponti di cera che le api hanno costruito. Per non parlare dei trattamentii contro le malattie…..
Le api propolizzano tutto e poi arrivo io e apro scollo rompo schiaccio …..cerco di fare tutto con la massima attenzione ma qualche dubbio, tanti dubbi mi vengono.
Mi sono sempre chiesta se esiste un sistema di allevamento meno invasivo, una alternativa più “naturale” dove l’intervento dell’apicoltore sia ridotto ai minimi termini ….
Leggo e scopro che i ponti li costruiscono per un motivo, scopro che le arnie con i telaini che si muovono (come la mia) non danno la possibilità alle api di trattenere il calore e quindi cosa faccio?………
Leggi che ti rileggi trovo nicola che con le sue api fa una cosa che si chiama apicoltura naturale, (che tutti conoscono tranne me) se cercate in rete in Italia in Germania in Francia in Inghilterra negli Stati Uniti trovate motli apicoltori che usano questo tipo di arnia.
Io pensavo dopo il raccolto dell’acacia di passare al telaino mussi ma a questo punto non mi sembra la soluzione ottimale , che si fa?
Mi perndo il fine settimana per ragionarci.
![draining-warre-honey[1]](http://blogdelleapi.files.wordpress.com/2010/05/draining-warre-honey1.jpg?w=224&h=300)

sono carla e faccio l’agricoltore (produco ortaggi bio), quest’anno coltivo il campo di una mia amica che fa l’apicoltrice e ho visto che butta via una grossa quantità di feccia di cera e mi ha detto che va bene se la metto nel terreno, ma io mi chiedevo in quanto tempo si scioglie , devo romperla in pezzetti piccoli, (io non faccio aratura ma solo della leggere fresatura, ma possibile che non ha nessun utilizzo questo scarto? se mi sapete rispondere sarei felicissima buon lavoro carla
Buona sera a tutti…vorrei farvi una domanda riguardo ad un insetto che ho trovato nel mio giardino. Ho provato su internet a trovare foto di questo,ma nessun sito mi è tornato utile.in poche parole assomiglia ad una gigantesca vespa…di colore giallo scuro..la grandezza è un po’ più grande di un calabrone..con un po’ di peluria sul dorso.se volete posso mandarvi delle foto che ho scattato..o se possibile metterle sul sito. Vi ringrazio anticipatamente Andrea
Buonasera,
c’e’ forse un sito in italiano che parla del metodo Warre’?
Ciao Paolo,
che io sappia no, ci siamo solo noi sperimentatori della domenica, io ho saputo dell’ esistenza della Warrè inciampando nel blog di Nicola Savio Ortodicarta lui parla inglese!
Trovi però molti siti francesi, se non sai il francese ma parli dialetto Milanese sei a cavallo……………..
ahaha … meglio l’inglese, era per condividere il metodo con mio papa’ :)
Ciao a tutti. Stò cercando anche io di capire la conduzione di arnie Warre, se siete cosi gentili da consigliarmi vi sottopongo due quesiti (per il momento ;-) ):
-i vetri per il controllo dalla situazione della covata meglio farli su tutti i nidi che vengono sovrapposti?
- come ci si regola per la sovrapposizione? Nel senso che presumo dopo il secondo o terzo melario per il quarto bisognerà spostarli, non saranno attaccati all’inferiore?
Grazie
Ciao Corrado, premetto che la mia Warrè non è ancora funzionante , non ci sono api che la popolano quindii ti posso riferire solo delle esperienze di chi usa la warrè da parecchio
- i vetri sarebbe meglio non metterli. Nella mia warrè comprata e non fatta in casa ci sono in ogni modulo, le api sigilleranno tutto con la propoli facendo un pò di super lavoro .
- ho visto arnie altissime su interner, non so se sia saggio dopo il 4° blocco aggiungerne altri.
- i blocchi sono sicuramente attaccati fra loro , c’è chi usa una corda di chitarra per dividere l’ultimo modulo dagli altri quando deve raccogliere il miele.
Ciao Mascia e grazie della risposta. Ho pensato anche io che i vetri potrebbero avere controindicazioni; ci proccupiamo di mantenere le pareti di legno il più naturale possibile, ma se facciamo una parete con il vetro come respira? In inverno poi non fa condensa?
Mi chiedo come ci si regoli per capire il momento giusto per aggiungere il blocco nuovo se non ho modo di vedere dentro e non voglio mettere vetri.
Sono anche perplesso per aggiungere i blocchi. D’accordo che nel separarli per toglierli li taglio con la corda di chitarra; penso però (nel caso di aggiungerne) che schiaccerò una moltitudine di api, visto che nel frattempo saranno corse a succhiare il miele fuoriuscito, quando rimetto i blocchi di nuovo a contatto.
Oppure esiste un modo per evitare questa situazione che però io non conosco?
Scusami ma non voglio aggiungerti con tutte queste domande lavoro oltre a quello che già avrai, mi sento un pò in colpa….
Corrado
Ciao Corrado, sul rischio di spiaccicare le ragazze io ho risolto costruendomi un “montacarichi” gatineau simile a questo http://warre.biobees.com/lift.htm realizzato con legni di recupero. Questo mi permette di sollevare ed abbassare le cassette con poco sforzo, da solo e procedendo lentissimamente in modo che le api si spostino prima del contatto che, altrimenti, risulterebbe fatale.
@ Corrado (non mi fa replicare direttamente). Io credo che i vetri non siano un grosso problema per le api, se il legno tagliato per ricavare la finestra lo utilizzi per fare da coperchio isolandolo con del sughero o del polistirolo, non dovrebbero esserci scompensi. :)
Per la faccenda del posizionamento dei nuovi blocchi sono interessato anche io… a parte il fumo freddo (!!!) non mi viene in mente altro.
Stefano
corrado- spero che i vetri non diventino un problema ….anche perchè non ho scelta, la mia li ha e me li tengo .
Non ho ancora capito bene nemmeno io quando aggiungere un nuovo blocco alla famiglia, sto ancora leggendo……ma ragionando mi verrebbe da dire che la getione in questo caso non è molto diversa dalla mia dadant ( io non la apro mai, quindi non vedo cosa succede all’interno, mi regolo osservando la porticina più o meno)….nel periodo in cui la famiglia cresce primavera estate si aggiunge un blocco e verso ottobre novembre si toglie un blocco………troppo facile eh?
Nicola e stefano- grazie mille per la condivisione spazio tempo
guido- quando hai voglia dai un’occhio …http://thebeespace.net/warre-hive/
Grazie Mascia anche io mi regolerei come te visto che l’arnia l’hai avuta in regalo…..Per i vetri non me ne faccio un problema, ma visto che vorrei costruirmi qualche arnia, se fossi sicuro vorrei evitare di impiegare tempo in più (ormai prezioso più del denaro) per una funzione dubbia.
Grazie Nicola degli indirizzi per i “montacarichi”, sono per me stimolanti visto che il mio mestiere primario è fare il falegname sono ansioso di cimentarmi in questa opera che desterà sicuramente curiosità da parte dei miei vicini di casa.
Ringrazio anche stefano per la sua opinione.
“grazie mille per la condivisione spazio tempo”; mi piace molto questa frase e mi associo.
Un saluto a tutti
ciao corrado, quando tenterò di costruirne una penso proprio che non metterò vetri, per le api credo sia meglio e per il costruttore (noi) meno lavoro e meno soldi.
Il falegname?! bellissimo
Ok, mi sto facendo una warre… fico.
E poi arriva mio padre, ex apicultore “classico” e mi fa: “ma quando compri le api, visto che te le danno sui telaini, come le metti nella tua strettissima arnia?”
Come non sopporto quando non so cosa rispondergli! :D
Voi cosa ne pensate?
Stefano
ciao Stefano, puoi fare in vari modi:
come nicola (ortodicarta)fai così http://ortodicarta.wordpress.com/2009/06/17/un-motobecane-nella-testa/ – metodo abbastanza traumatico per tutti epi e apicoltore ma a mali estremi….
se preferisci un sistema meno traumatico guarda qui http://www.flypiedrahita.com/blog/?p=431
oppure puoi recuperare una famiglia che è sciamata in maggio pronta per costruire un nuovo nido e darle una nuova casa di legno …..la tua warrè!
Evviva! Altri “sperimentatori” sulla barca :)
Occhio che il trasferimento da un’arnia a telaini ad una Warré non è così facile… sul sito di David Heaf http://warre.biobees.com/comb_transfer.htm ci sono le foto delle mie zozze manine intente all’ingrato compito (che, sinceramente, non farei più…) Molto meglio, probabilmente, adottare una tecnica “dolce” (sia per sè che per le api).
Tipo: per un anno utilizzare un sistema “misto”.
Arnia tradizionale (con spazio ridotto) sopra, cornice in legno con foro centrale quadrato di 30×30, e Warré sotto in modo che le api si spostino lentamente ai piani sottostanti.
Ci vuole più tempo (il melario tradizionale lo preleverai l’anno prossimo) ma si fa molta meno fatica e meno casino…
ciao nicola, meno traumi possibili per tutti concordo, dopo aver visto le tue foto di taglio e cucito mi sono convinta definitivamente! questo è il sistema che seguirò http://www.flypiedrahita.com/blog/?p=431 che tu conosci bene perchè è nel tuo blog che li ho trovati …ci sono parecchie foto e per me che con l’inglese non vado a nozze è un aiuto in più.
Ho ancora parecchi dubbi sto leggendo e traducendo, non sono molto veloce, spero di fare tutto entro fine giugno.
devo dire che questa cosa attira molto anche me,io sono ancora meno delle prime armi,ho fatto il corso ma non ho ancora le api.
cercare di tenerle nella maniera più naturale possibile mi sembra veramente positivo,non ho capito molto di come è strutturata l’arnia ho cercato ma non ho trovato nulla che mi facesse capire,se bisogna autocostruirla oppure cè qualcosa in vendita
Ciao enos,
noi vogliamo provare a procurarci un’arnia warrè e se riusciamo a costruirne una avremmo anche la soddisfazione di averla fatta con le nostre manine, io per ora quello che son l’ho letto sul blog di nicola (vedi link nel post) ma se sai l’inglese dai un’occhiata qui
http://thebeespace.net/warre-hive/
Noi cercheremo di costruire l’arnia e ifilarci le api ……tutto entro metà giugno, speriamo.