Crediamo che i blog siano uno strumento fantastico per scambiare informazioni: dinamici e pronti all’uso, senza troppi fronzoli…e quindi eccoci qui.

In mezzo a tutto questo “scoppiettante” sistema di informazione, un pochino di organizzazione però ci voleva e per questo abbiamo raccolto i post (gli articoli) per argomento in modo da facilitarvi la ricerca. Le categorie sono:
News: qui vi racconto passo passo la nostra storia di apicoltori, in modo che possiate seguirci ed imparare con noi.
Tecniche: qui spieghiamo il ” come si fa per”. In questi articoli potete quindi imparare tecniche specifica utilizzando anche i video e le foto che abbiamo fatto.
Attrezzi: qui troverete le attrezzature necessarie e i consigli su quali acquistare e come utilizzarle. Speriamo in questo modo di darvi delle dritte utili aprevenire acquisti sbagliati.
Botanica: vogliamo creare in questa categoria le schede tecniche di fiori e piante per saperli riconoscere e per capire quanto possono essere utili alle api per produrre il miele.
Malattie: haimè occorre creare degli articoli relativi a questa categoria. Purtroppo le api sono fragilissime e bisogna poter riconoscere immediatamente le malattie e saperle trattare per evitare di indebolire lo sciame o addirittura perderlo.
Ricette: l’apicoltore non è un’attività che si fa per soldi, per lo meno ai nostri livelli. Noi lo facciamoper l’amore per la natura e per la bontà del miele e quindi ci sembrava giusto fare articoli sui 1000 modi di cucinare con il miele….
Persone: Una delle cose più belle che abbiamo notoato avvicinandoci a questo mondo, sono le persone che ne fanno parte. Era quindi inevitabile fare una categoria apposta!
Curiosità: in questi post mettiamo tutte le notizie più curiose e divertenti dal mondo delle api….senza la curiosità saremmo estinti! e quindi, siate curiosi ;-)
Libri: per imparare a conoscere a vivere e lavorare con le api crediamo sia necessario leggere da chi ne sa più di noi , quindi leggeremo di tutto …..sull’argomento.
Approfondimenti: informazioni in più per impapare a conoscere la vita delle api per rispettare al meglio il loro modo di sopravvivere
Una raccomandazione: suggeriteci qualsiasi cosa vi venga in mente sia sull apicoltura che sul blog. Siamo aperti a tutte le dritte!
Crediamo sia tutto.
Buona lettura.
Mash e Andre

Cara incredibile comunità di Avaaz,
Ce l’abbiamo fatta: l’Europa ha appena messo al bando i pesticidi ammazza-api!! Mega-aziende come Bayer si sono scagliate con tutte le loro forze contro questa decisione, ma una grande mobilitazione, la scienza e delle istituzioni che si sono finalmente aperte ci hanno permesso di vincere!!
Api “muoiono” alla sede centrale di Bayer, Colonia Vanessa Amaral-Rogers dell’organizzazione per la conservazione delle specie Buglife, ha detto:
“E’ stato un voto dal risultato incerto fino all’ultimo ma, grazie a un’enorme mobilitazione dei membri di Avaaz, degli apicoltori e di molti altri, abbiamo vinto! Non ho alcun dubbio sul fatto che i fiumi di chiamate e email ai ministri, le iniziative a Londra, Bruxelles e Colonia, e la gigantesca petizione firmata da 2,6 milioni di persone hanno reso possibile questo risultato. Grazie ad Avaaz e a tutti quelli che hanno lavorato così duramente per salvare le api!”
Le api sono fondamentali per la produzione di circa due terzi di tutto il nostro cibo: per questo non appena gli scienziati hanno cominciato a notare che silenziosamente stavano morendo a un tasso terrificante e senza precedenti, Avaaz è entrata in azione, e abbiamo continuato a spingere finchè abbiamo vinto. La vittoria di questa settimana è il risultato di due anni in cui abbiamo sommerso i ministri di messaggi, organizzato manifestazioni per attirare l’interesse dei media assieme agli apicoltori, finanziato sondaggi e molto, molto altro. Ecco come ci siamo riusciti, tutti assieme:
Spingendo la Francia a resistere. Nel gennaio del 2011, un milione di persone hanno firmato la nostra richiesta alla Francia di mantenere il bando sui mortali pesticidi neonicotinoidi. I membri di Avaaz e gli apicoltori hanno incontrato il ministro francese dell’agricotura e hanno riempito l’etere facendo pressione su di lui affinché si opponesse all’aggressivo lobbying dell’industria e mantenesse il bando, mandando un forte segnale agli altri paesi europei.
Bernie, l’enorme ape gonfiabile, aiuta a consegnare la nostra petizione di 2,6 milioni a Bruxelles
Affrontando l’industria a testa alta. Bayer si è trovata di fronte ad Avaaz e ai suoi alleati che hanno portato la protesta alle sue ultime tre assemblee annuali. I manager e gli investitori del gigante dei pesticidi sono stati accolti da apicoltori, ronzii assordanti ed enormi striscioni con oltre 1 milione di persone che chiedevano loro di sospendere l’uso dei neonicotinoidi finché gli scienziati non avessero verificato il loro effetto sulle api. Avaaz ha perfino tenuto una presentazione all’interno di uno dei loro incontri, ma la Bayer ha detto ‘no’.
Farcendo in modo che la scienza conti. A gennaio l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha rilevato che tre pesticidi mettono a rischio in modo inaccettabile le api, così siamo entrati in azione per assicurare che i politici europei rispondessero ai loro esperti scientifici. La nostra petizione è cresciuta velocemente fino a raggiungere 2 milioni di firme. Dopo molte discussioni con i funzionari dell’UE, Avaaz ha consegnato la richiesta proprio nella sede dell’UE a Bruxelles. Quello stesso stesso giorno la Commissione ha proposto una messa al bando per due anni!
Gli apicoltori ci aiutano a consegnare la nostra enorme petizione a Downing Street
Cogliendo l’opportunità. La battaglia per salvare le api ha cominciato a diventare incandescente tra febbraio e marzo. In tutta l’UE i membri di Avaaz sono entrati in azione mentre tutti i 27 stati dell’UE stavano per decidere se approvare o bocciare la proposta. Non appena i giganti dell’agricoltura Regno Unito e Germania hanno dichiarato che non avrebbero votato sì, Avaaz ha pubblicato sondaggi che mostravano l’esistenza di un’enorme maggioranza di inglesi e tedeschi a favore della messa al bando. I membri di Avaaz hanno mandato quasi mezzo milione di email ai ministri UE dell’Agricoltura. Evidentemente preoccupato di avere a che fare con i cittadini invece che con i soliti lobbyisti dell’industria, il ministro britannico Owen Paterson si è lamentato di un “cyber-attacco”, che i giornalisti hanno trasformato in una storia in nostro favore! E poi arriva Bernie: la nostra ape di 6 metri a Bruxelles. Un modo davvero impressionante per consegnare la nostra petizione mentre i negoziati entravano nelle fasi finali. I giornalisti si affollano attorno a Bernie, e ci dicono che abbiamo contribuito a spingere il ministro spagnolo a valutare i risultati scientifici in modo più approfondito e a fargli cambiare posizione. Ma non abbiamo ottenuto la maggiornaza di cui avevamo bisogno per far approvare la messa al bando.
L’ape Bernie ritratta sul giornale inglese The Independent
Il via libera definitivo. Ad aprile la proposta per salvare le api viene mandata a una commissione d’appello, dandoci la speranza di poter far cambiare posizione ad altri paesi. Nella tirata finale, Avaaz si unisce a gruppi tra cui la Fondazione per la Giustizia Ambientale, gli Amici della Terra e la Rete d’Azione sui Pesticidi, oltre ad apicoltri e famosi stilisti di moda amanti delle api, per organizzare un’azione fuori dal Parlamento Inglese. In Germania, gli apicoltori lanciano loro stessi una petizione rivolta al governo, firmata da oltre 150mila tedeschi in soli due giorni che viene consegnata a Colonia poco dopo. Ancora altre chiamate piovono sui ministri in diverse capitali quando Avaaz deve rispondere a un emendamento abrogativo dell’Ungheria, e schiera l’ape Bernie di nuovo a Bruxelles. Le aziende di pesticidi comprano spazi pubblicitari nell’aereoporto per catturare l’attenzione dei burocrati in arrivo, e comprano spazi radio suggerendo altre misure come piantare fiori di campo. Ma la loro macchina da propaganda viene ignorata e per prima la Bulgaria e poi, il premio più grande, la Germania cambiano posizione e questa settimana abbiamo vinto, con oltre la metà dei paesi UE che votano a favore della messa al bando!
E’ stato un lungo viaggio raggiungere questa obiettivo, e non sarebbe stato possibile senza scienziati, specialisti della materia, membri delle istituzioni a noi vicini, apicoltori e i nostri alleati nelle campagne. Possiamo essere fieri di quello che abbiamo contribuito a raggiungere assieme.
Un importante attivista a difesa delle api, Paul de Zylva, a capo dell’Unità Pesticidi e Impollinatori degli Amici della Terra ha detto:
“Grazie ai milioni di membri di Avaaz che si sono mobilitati online e per le strade. Senza dubbio l’enorme petizione di Avaaz e le sue campagne creative hanno contribuito a far fare il salto di qualità, sostenendo il nostro lavoro e quello di altre ONG”
E’ il momento di festeggiare questa boccata d’aria per una delle creature più preziose e importanti per la terra. Ma la messa al bando da parte dell’UE durerà solo per 2 anni e dovrà essere riconfermata. E in tutto il mondo le api continuano a morire per i pesticidi che le indeboliscono e le mandano in confusione e per la perdita di habitat mentre noi ariamo e costruiamo ovunque nelle campagne. In Europa e in tutto il mondo c’è molto lavoro da fare per permettere alla scienza di valore di guidare le nostre politiche sui temi dell’agricoltura e dell’ambiente. E noi siamo la comunità giusta per questo compito. :)
Con speranza e felicità,
Ricken, Iain, Joseph, Emily, Alex, Michelle, Aldine, Julien, Anne, Christoph e il resto del team di Avaaz
PS: Continuiamo a spingere: fai una donazione per permetterci di lanciare campagne in tempi rapidissimi e utilizzando le tattiche più diverse sui temi che ci stanno a cuore: https://secure.avaaz.org/it/bees_victory/?bJGnOdb&v=24690
PPS: Molte campagne di Avaaz, come quella degli apicoltori tedesci di questo mese, sono lanciate da singoli o gruppi di membri. Clicca qui per vedere com’è facile lanciare la tua petizione proprio ora: http://www.avaaz.org/it/petition/start_a_petition/?rba13
FONTI
La storia delle api, e il ruolo di Avaaz, è stata menzionata in centinaia di articoli. Di seguito una piccola selezione:
Ok della Ue alla norma salva-api Stop di due anni ai pesticidi killer (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/economia/2013/04/29/news/ok_della_ue_alla_norma_salva-api_stop_di_due_anni_ai_pesticidi_killer-57721964/
L’UE annuncia piano per restringere l’uso di pesticidi (Washington Post)
http://www.washingtonpost.com/business/eu-says-it-will-push-through-better-bee-protections-after-members-disagree-over-pesticides/2013/04/29/eea31ecc-b0d4-11e2-9fb1-62de9581c946_story.html
Proteste animaliste per le api (Tgcom24)
http://www.tgcom24.mediaset.it/green/fotogallery/1018825/proteste-animaliste-per-le-api.shtml
L’UE mette al bando i pesticidi per la paura delle conseguenze sulle api (Reuters)
http://www.reuters.com/video/2013/04/29/eu-bans-pesticides-over-bee-fears?videoId=242537247&videoChannel=5
L’Europa vietera’ i pesticidi-killer? (GreenMe)
http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/9949-api-pesticidi-killer
Ue/Neonicotinoidi, a 2 giorni dalla decisione: si sfilaccia il fronte pro chimica? (Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani)
http://www.mieliditalia.it/index.php/api-agricoltura-ambiente/notizie-api-e-pesticidi/81306-ueneonicotinoidi-a-2-giorni-dalla-decisione-si-sfilaccia-il-fronte-pro-chimica
Avaaz.org è un a rete globale di 21 milioni di persone, che promuove campagne affinché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa “voce” in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; la nostra squadra è distribuita in 18 paesi in 6 continenti diversi e opera in 17 lingue. Clicca qui per conoscere le nostre campagne più importanti, oppure seguici su Facebook o Twitter.
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Il mio alveare murario
Salve a tutti, scrivo qui essendo una totale inesperta di api, e vorrei che qualcuno esperto mi spiegasse il fenomeno a cui ho assistito ( e ripreso ) oggi.
La mia casa ospita da due anni e mezzo un alveare situato in un buco nel muro esterno di casa mia, al secondo piano. Il buco è più o meno grande come una moneta da un euro ed è un buco di areazione del soffitto in canniccio della mia vetusta casa.
Due anni fa ho notato che delle api entravano e uscivano da quel buco, e a suon di andare avanti e indietro avevano incerato tutta l’entrata per un diametro di venti centimetri.
Non erano tante api, o almeno sembravano poche. Siamo una famiglia di animalisti sfegatati e ci siamo rallegrati che le api avessero deciso di aggregarsi alla compagnia.
Incontro un’amica apicultrice che mi dice che purtroppo moriranno perché le api si ammalano se non le si cura.Niente affatto. Passano gli anni, l’inverno spariscono, almeno alla nostra vista, e ad ogni primavera le vedevamo ricomparire con il loro andare avanti e indietro operoso. Ogni tanto si fanno un voletto in camera mia, che sta sopra il loro buchetto, e io d’estate metto un coppino d’acqua fresca sul davanzale perché abbiano da bere.
Anche se poi mi sono accorta che preferiscono di gran lunga l’acqua un po’ stagnante della vasca dei pesci rossi.
Oggi, verso le tre del pomeriggio, sento d’un tratto un ronzio assordante, mi affaccio e le vedo: migliaia, tantissime, che volano come impazzite. Così tante e così frenetiche che mi hanno spaventata. Non riuscivo capire cosa fosse successo. Mi sono allarmata. Ho pensato ai pesticidi, all’antenna dei cellulari, vicinissima a casa mia.
Insomma un gran allarme. Faccio un po’ di telefonate e trovo una gentilissima apicultrice che accetta di venire in serata, anche con la prospettiva di prenderle e portarle in una comoda arnia. Io continuo a riprendere le api che dopo una mezz’ora di volo impazzito, si ammucchiano intorno al buco una sopra all’altra, a formare uno spessore di almeno dieci centimetri, e una sopra all’altra con un andamento a spirale quasi ipnotico si sono riinfilate nel buchetto del muro.
A sera arriva la gentile apicultrice che rimane delusa dalla piccolezza del buchetto….non può prendere le api.
Ma mi racconta che il fenomeno che mi ha tanto spaventata si chiama sciamatura,ed è quando le api decidono di traslocare per un luogo più ampio per le loro esigenza demografiche. Io le obbietto che non se ne sono andate, hanno fatto un gran casino e poi si sono infilate entusiasticamente nella vecchia casa. L’apicultrice rimane molto perplessa.
Mi chiede se in quel momento si era guastato il tempo, affatto rispondo io…e lei non sa più cosa pensare. Figuriamoci io!!! La gentile apicultrice mi confessa che un po’ le dispiace di non avere potuto prendere le api, ma che è contenta che abitino in questo bel posto.
Il bel posto, è dovuto al fatto che la casa è circondata da un giardino/ selva pieno di fiori, alberi d’ogni tipo, acacie comprese. Io ho ringraziato del complimento , un po’ inorgoglita visto che sono io la giardiniera, ma mi è rimasta la curiosità: cosa è successo oggi alle mie amiche api? Stanno bene o sono impazzite?
ciao guia,
siamo in maggio e di questi tempi le pi sciamano, può essere che cambino idea e tornino a casa non so esattamente con quali conseguenze, due regine nello stesso alveare chissà magari vanno anche d’accordo .
grazie mascia, sono più tranquilla per le ragazze, se me lo dici tu.
Quando una nuova regina rientra nel nido può anche significare che era uscita per il “volo nuziale”.Un mio amico aveva, nella parete del primo piano, un nido d’api con il foro d’ingresso prospiciente il suo cortile, recintato e con diverse piante di agrumi ed altro. Per anni (un decina) ho attinto dalle copiose sciamature che si formavano nel suo cortile. Sempre sane, però quando ha ristrutturato la casa …
ciao renzo, il volo nuziale…….. ecco perchè sono rientrate…….adesso nella sua casa ristrutturata ci vivono le api e lui vive nella parete del primo piano .
Attenzione ragazzi, non facciamo confusione…quando una regina vergine esce per il volo nuziale esce da sola, non con uno sciame di api al seguito. Anche a me è capitato di assistere a uno sciame che è uscito e poi rientrato in un’arnia, e la spiegazione potrebbe essere dovuta ad un eccessivo carico di varroa. Se le api sono selvatiche e quindi non sono soggette a trattamente, avranno certamente un altissimo carico di parassiti. A volte la reazione delle api a questo problema è proprio quella di uscire in sciame e poi rientrare…
Grazie a tutti dei vostri consigli, dai quali desumo che le mie ragazze alate stanno bene. In sintesi dormo su un pavimento di api, con una o più regine, ma comunque sane e contente. se vi interessa posso provare a mandarvi i video che ho girato. Fatemelo sapere. Grazie a tutti delle risposte, guia
prendendo altre informazioni quì in zona dove abito mi confermano che sicuramente sono morte per il freddo in quanto lo sciame era troppo piccolo.
ciao oggi andando a controllare le arnie non all’interno ma al di fuori mi sono accorto che ci sono le formiche che gironsolano sotto le arnie. C’è la possibilità che passino all’interno? come posso liberarmene? mi aiutate
Ciao Giovanni
le formiche non entrano dove ci sono le api, verrebbero uccise. Di conseguenza non sono un pericolo. Tuttavia possono colonizzare le parti dell’arnia dove non ci sono le api, come ad esempio lo spazio tra coprifavo e tettuccio, diventando fastidiose e danneggiando le parti in legno.
In questo caso puoi usare la polvere di zolfo, ma devi stare attento a non contaminare la parte interna della cassa.
ciao giovanni,
io ho sempre lasciato che api e formiche convivessero allegramente e addirittura qualche apicoltore anziano sosteneva che api e formiche si aiutano …….una simbiosi perfetta.
Ciao non credo sia peste perchè quando ho aperto la cassa mi è salito un buon profumo di miele. il telaino dove erano morte le api tutte ammassate non mandava odori strani cmq faccio la prova dello stecchino . I telai pieni di miele sono intatti e c’è tanto tanto miele. Non credo neanche che siano morte di fame anche perchè ho messo un panetto di candito che non anno nemmeno toccato. Mentre nelle altre casse se lo sono finito.
Appena fatta la prova vi farò sapere intanto vi ringrazio per le informazioni che mi avete dato.
Ciao Giovanni.
A questo punto siamo quasi certi che le api siano morte perchè troppo poche per riuscire a mantenere una temperatura accettabile. Quindi puoi tranquillamente riutilizzare le scorte.
Buon lavoro.
Andrea
Ciao andrea grazie per avermi risposto sinceramente non so di cosa sono morte l’unica cosa che ho visto è che le api erano tutte ammassate in un telaio per metà senza miele mentre i restanti telai sono tutti pieni in entrambi i lati e non sono stati per niente toccati.alcune addirittura sono morte all’interno delle celle . Posso assicurarti che fino alla metà di dicembre in alcune giornate di sole le api gironsolavano intorno all’arnia .
ciao giovanni,
concordo con andrea, leggendo il tuo ultimo post potrebbero essere morte di fame. Magari non erano abbastanza (troppo poche api) per creare un bel glomere caldo e quindi erano molto lente e infreddolite e non sono riuscite a spostarsi per mangiare il miele ai lati. Anche a me è capitato di perdere delle api per fame e i bordi delle celle sembravano mangiati come se in mancanza d’altro avessero iniziato a mangiarsi la cera.
Ciao Giovanni
da quello che scrivi, a me sembra che la colonia sia morta a causa dello scarso numero di api, che come scritto da Mascia non erano abbastanza per mantenere la temperatura.
Ad ogni buon conto, la peste americana (che è una malattia della covata e su di essa si manifesta) si riconosce perchè la covata, spesso meno compatta del solito, presenta un colore più scuro e piccoli forellini irregolari sugli opercoli (da non confondere con un eventuale unico buco in centro che è tipico dell’opercolo non ancora completamente chiuso dalle operaie). Inoltre, aprendo la cassa, si sente subito un cattivo odore simile a qualcosa di marcio. La prova del nove è poi quella di infilare uno stecchino in una cella dove si trova una larva morta. Se tirando fuori lo stecchino i resti della larva “filano” rimanendo attaccati alla punta dello stecchino allora si è sicuri di dover bruciare tutto. Questo vale per la prossima volta, in questo caso specifico dai sintomi da te descritti direi che puoi riutilizzare i favi con relativa tranquillità.
Alla prossima.
Andrea
ciao mi chiamo giovanni volevo un consiglio: mi è morta una famiglia di api e mi ritrovo tutti i telai da nido pieni di miele cosa ci posso fare? Lo devo buttare o lo posso dare alle altre api? In più come come devo disinfettare l’arnia?
Ciao Giovanni
I telai da nido possono in linea di massima essere riutilizzati come scorte per altre famiglie che ne hanno bisogno. Però a patto di essere sicuri delle cause che hanno causato la morte della famiglia. Se la perdita è stata causata da fame, indebolimento, orfanità o altre cause non patologiche si possono tranquillamente riutilizzare i materiali. In caso si dubiti che la morte sia stata provocata da virus, batteri o funghi (esempio comune è la peste americana), l’unica soluzione è bruciare tutto. L’alternativa sarebbe la sterilizzazione con i raggi gamma, ma è estremamente costosa soprattutto se i materiali da sterilizzare sono pochi. Non dimenticare, in caso di morte per peste o similari, di sterilizzare la leva che hai utilizzato su quella famiglia. Un buon metodo artigianale per sterilizzare la leva può essere quello di lasciarla qualche decina di minuti nella carbonella del barbecue (tra un po’ è Pasqua e si cucina l’agnello alla brace).
Se immagazzini i telaini fino al sopraggiungere del caldo (aprile/maggio in pianura), non dimenticare di trattarli con bacillus thuringiensis, in modo da proteggerli dagli attacchi della tarma della cera.
Per disinfettare l’arnia (ma attenzione, la disinfezione non è sufficiente per le spore di peste americana. In questo caso ribadisco che è meglio bruciare tutto) ci sono vari metodi. Il più pratico è quello di fiammeggiare con un cannello la parte interna fino a farla un po’ annerire. Un altro sistema, non consentito dal biologico e abbastanza laborioso nonchè pericoloso, è quello di immergere la cassa in paraffina. Anche in questo caso però non è conveniente se si tratta poco materiale.
In caso avessi bisogno di altre informazioni (per esempio ho una presentazione power point su come riconoscere e cercare di contenere le malattie), non esitare a rispondere a questo post.
Buon lavoro.
Andrea
ciao, sono daccordo con voi per quanto riguarda il fatto di mettere un marchio su alimenti prodotti secondo le regole dell’agricoltura biologica ai danni dei compratori. non sono daccordo sul fatto che non si possa mangiare biologico nel 2012. se vi riferite all’inquinamento che ovviamente non siamo in grado di eliminare, allora sono daccordo con voi, ma comunque piuttosto che continuare a mangiare sostanze chimiche che vanno in bioaccumulo nel nostro corpo e negli anni causano allergie e intolleranze a volte anche gravi, preferisco una produzione biologica e una vendita diretta al pubblico: risultato, alimento più sano e più economico. w il chilometro 0 e viva il biologico!!! E POI IL BIOLOGICO FA BENE ANCHE ALLE API…
buon giorno a tutti …. essendo un apicoltore che fino a ora è andato alla grande , ma ho sempre comperato arnie e famiglie al completo e formate , quest anno ho per la prima volta formato nuclei dalle mie svariate casse acquistate con il tempo… questi nuclei meli ha formati un apicoltore professionista amico me li ha messe nelle cassette in polistirolo con nutritore esterno e mi ha intromesso la regina nuova … visto che questo mio amico non lo vedo mai e io mi son fatto da solo … non gli ho fatto una domanda e la pongo a voi … ho 6 nuclei su 5 telai nido e 5 nuclei su 6 telai nido , io come faccio e in che periodo comincio a aggiungere gli altri telai nido x arrivare a 10 ? come logica appena vedo che la famiglia si ingrandisce aggiungo telai giusto ? secondo voi quanto tempo impiego x arrivare a 10 telai ogni nucleo, ora della robinia se il tempo lo permette e le api campano io ho famiglie complete ? grazi e per la vostra gentilezza nel rispondere
ops io abito il lombardia provincia di Como sul lago
Ciao Mario
cerco di rispondere alle tue domande: ti consiglio innanzitutto di travasare i telaini in casse di legno non appena la temperatura e la forza delle famiglie lo permette. Questa è la prima cosa da fare, solitamente questa operazione si può fare a marzo, quando e se le temperature arriveranno attorno ai 18/20 gradi. Non estrarre mai i telaini di covata al di sotto di questa temperatura soprattutto in primavera, quando le api sono poche. Dopodichè puoi iniziare ad inserire fogli cerei quando noti importazione (cioè quando ti accorgi che le api stanno bottinando nettare fresco). Puoi verificarlo scuotendo i telaini dove c’è miele: se escono goccioline vuol dire che c’è importazione. Se inserisci fogli cerei senza importazione le api non li costruiscono ma anzi li rosicchiano e te li rovinano. I fogli cerei devono essere inseriti uno alla volta, se ne possono inserire anche due assieme ma bisogna essere sicuri che la famiglia sia forte abbastanza e questa è una questione di sensibilità ed esperienza dell’apicoltore. Un volta che il foglio cereo è stato costruito (meglio se anche deposto), puoi inserirne uno nuovo. Se non dovesse esserci importazione, puoi crearla tu artificialmente nutrendo la/e famiglia/e con sciroppo acqua e zucchero in proporzione 50 e 50. Aggiungici anche una spruzzatina di succo di limone prima di darlo alle api. Solitamente si riescono ad aggiungere e far costruire senza problemi i tre o quattro telaini mancanti prima della fioritura dell’acacia (ah, a proposito…ti consiglio di non arrivare a 10 ma di fermarti a 9 e lasciare dentro un diaframma, vedrai come lavori meglio…). Spero di essere stato utile e chiaro, se hai bisogno scrivi ancora.
In bocca al lupo e buon Miele.
Andrea
Ciao ragazzi!!
Da quest’anno, con altri due amici, abbiamo deciso di prendere 3 famiglie e di gestirle “tradizionalmente”… Siccome sono anch’io un’amante della natura e degli animali, sto cercando metodi meno invasivi per tenere le api.
Mi hanno parlato del vostro blog… ed eccomi qui a scrivere!!
E’ possibile magari trovarci un giorno di persona per avere maggiori info sulla warrè?? Io sono della provincia di Lecco.
Buona giornata!!
Ciao a tutti, avrei una domanda da porvi riguardo una cosa che mi è successa circa un mesetto fà: ho trovato uno strato di api morte davanti a due arnie, alcune api si muovevano ancora, si tratta del mal di maggio? Le arnie erano posizionate in un luogo molto umido, io ho pensato fosse l’umido e la troppa ombra e così le ho subito spostate in un luogo più soleggiato, anche se meno ricco di piante nettarifere, ora sembra si siano riprese e stiano bene, anche se per ora nn hanno prodotto miele: i melari sono completamente vuoti.
Grazie
CIao!
Hai provato a considerare l’opzione avvelenamento? Solitamente quando si trovano strati di api morte davanti all’arnia quella è la causa più probabile.
Può essere che qualcuno abbia effettuato dei trattamenti in zona su alberi da frutto o simili?
I melari sono vuoti perchè evidentemente hai perso troppe api. Magari nutrile con sciroppo acqua e zucchero al 50% (se vuoi anche una spruzzatina di succo di limone nello sciroppo aiuta) in modo da stimolare la deposizione, e poi spera nei prossimi raccolti.
In bocca al lupo.
Il vostro blog è fantastico!
Grazie per tutte le informazioni che date, e anche per come l’avete strutturato, è proprio bello.
Firmato:
egle, una golosissima appassionatissima di miele :)
ciao a tutti, sono Sofia. quest’anno ho rilevato un’azienda agricola che produce piccoli frutti e dato che ce ne sono veramente tanti ho voluto e dovuto mettere anche delle api per l’impollinazione.
io produco con certificazione del biologico e quindi mi interessa anche praticare la stessa cosa sulle mie api.
purtroppo non sono riuscita molto a seguirle in quanto già ad Aprile quando le ho prese ero incinta e ho poi partorito a fine luglio.
so che ne ho prese 4 su 6 telaini, che una regina l’abbiamo persa per strada, successivamente un’altra è sparita e quindi abbiamo deciso di mettrene due comprate che sono state nel giro di pochi giorni uccise o cacciate. abbiamo poi trovato uno sciame che si è infilato in un’arnia abbandonata in azienda e che quindi aveva costruito i favi naturali e non su telaino belli ordinati. così abbiamo dovuto rompere tutto e far cadere la regina in un’arnia pronta così che facessero tutto da capo ma come si compiace ad un’arnia da apicoltore. e così è stato. questa è la famiglia più forte che ho.
sulla varroa abbiamo agito a inizio novembre con acido ossalico gocciolato. e le abbiamo nutrite per quasi un mese con miele del 1993 di un nostro amico.
delle 5 famiglie una sola ha continuato a mangiarne o comunque prenderne dal nutritore, mentre lealtre quattro ad un certo punto non lo prendevano più.
adesso mi dicono di dare a tutte il candito.
ah, abbiamo messo della paglia ai lati dell’arnia oltre i separatori per tenerle al caldo (esperienze di altri apicoltori).
cosa mi consigliate di fare? troppe cose tutte insieme?
speriamo che almeno una sopravviva all’inverno e alla varroa!!!
attendo consigli….
grazie e neanche io so bene cosa sia un blog, ma il vostro è molto bello. mi sento quasi di parlare con amici.
ciao
Sofia
Ciao Sofia,
l’apicoltura razionale ha ben poco di naturale, io ho arnie dadant da qualche anno e la gestione delle api con le dadant mi sembra molto invasiva e affidata quasi totalmente al giudizio dell’apicoltore! forse ci sopravvalutiamo un pò!
ho deciso allora di provare a cambiare sistema e scoppiazzando dalle esperienze altrui ho trovato delle arnie che si chiamano Warrè molto criticate e super utilizzate in Francia Germania Stati uniti….quelli che ricordo……………vedremo come va e se passeranno l’inverno.
L’acido ossalico non l’ho mai usato ma l’ho visto fare, le famiglie dopo sembrano indebolirsi e diminuire di numero, per non parlare del sublimato che secondo me uccide l’apicoltore non l’acaro incriminato
Anche io ho usato la paglia come isolante è il primo anno che lo faccio vediamo come va.
ciao Sofia … l’unica cosa che mi lascia perplesso è qualsiasi cosa si vende con scritto o fatta passare per biologico quando è impossibile creare mangiare e altri alimenti biologici forse a fermare il mondo x i prossimi migliaia di anni magari si , ma adesso è solo una truffa ai danni dei poveri compratori …..
…
Salve a tutti, mi sono avvicinato da quest’anno al bellissimo mondo delle api acquistando 4 arnie, divenute poi 7 con la sciamatura. Purtoppo per una serie di motivi ( maltempo, sciamatura, una cassa orfana ) faró solo una smielatura quella del castagno insieme alla melata; credo di bosco, vorrei un consiglio sul periodo cui togliere il melario perché da un controllo fatto il 7 di agosto i telaini erano ancora mezzi vuoti, invece al controllo del 30 di agosto il melario era completo dai 6 -7 telaini… Mi consigliate di tenere ancora 1 o 2 settimane il melario o toglierlo e fare i trattamenti x la varroa? Grazie e complimenti x lo splendido blog
bella domanda….il timolo in teoria andava iniziato (almeno dalle mie parti, in Toscana) la prima decina di agosto, quindi se ancora non l’hai fatto ormai l’hai saltato ;) a questo punto forse potresti tenere i melari ancora un po’, smielare e fare un trattamento di ossalico gocciolato a questo punto a ottobre, quando non è ancora troppo freddo ma dovrebbe già essere iniziato il blocco naturale della covata….
Ciao, La
Ciao Mascia, forse ho lasciato un mio post di presentazione nel posto sbagliato…chiedo venia! Ancora complimenti per il blog, è bellissimo e completo! Mi interessa molto la categoria BOTANICA, anche io ho le api non come attività commerciale e quindi l’aspetto dell’impollinazione e della difesa della biodiversità è uno degli aspetti che mi sta + a cuore.
Ciao, La
:)
Il posto va bene l’importante che sia comodo ……..la sezione Botanica è molto trascurata purtroppo……. non ho tanto tempo per seguire il blog …per ora !
Ciao,
io di api e apicoltura non so nulla, né penso potrà mai avere un’arnia in città, però il vostro blog mi piace molto, e mi piace vedere le vostre api al lavoro!
A presto,
Davide
Ciao anche a te , arnie in città ..perchè no a parigi lo fanno e a NY anche ……il primo che inizia crea un precedente e poi chissà molti altri lo seguiranno
Ciao volevo sapere se qualcuno di voi abbia inventato un sistema per evitare di faticare come bestie quando si smiela con lo smielatore. Intendo dire che per far uscire il miele bisogna girare con molta forza e la centrifuga dello smielatore sbatte dappertutto. Non potendo fissare nel pavimento i piedi dello smielatore mi chiedevo se c’era un sistema di riserva. Un mio amico lega lo smielatore ad un pilastro della casa e sembra un metodo che funziona. Io non posso mettere in pratica neanche questo sistema (sig). Se qualcuno ha da succerire idee ringrazio in anticipo. Ciao e tanto miele a tutti.
Ciao Fabrizio ,
noi abbiamo usato uno smielatore manuale l’anno scorso …………….appoggiato sul tavolo fra il tavolo e lo smielatore un asciugamano io tenevo il bidone con tutta la mia forza e andrea girava la centrifuga……………..sto ancora vibrando da allora !
io da solo smielo 500 telai nido in 5 6 ore a mano , comunque compera un trapano con il variatore di velocità , sopra al ingranaggio dove poi si trova il gruppo leva da far girare a mano , sviti il tutto lasci l’ingranaggio di riduzione e sul perno in piedi metti il mandrino del trapano , poi non serve a girare a forte , per forza centrifuga e inerzia il miele esce ugualmente , serve di più lasciare i telaini nel smielatore a sgocciolare che quasi a girare come un matto , chiaramente dopo aver centrifugato
Sperando di non essere fuori luogo, vista la competenza che traspare dai numerosi interventi, vorrei chiederle se sa come trattare la, ormai assodata, presenza di un’ape regina nel cassone di una tapparella.
Grazie. Cordiali saluti,
T
Ciao Tommaso ,
mai fuori luogo, con l’ape regina c’è anche tutto lo sciame con il favo già costruito ?
Cara Marzia,sono una mamma di 2 bimbi piccoli e di un marito un po’ allergico alle punture delle api.Da qualche giorno il nostro vicino a installato a qualche metro dal nostro giardino delle arnie con relative famiglie.Ho notato un andirivieni di api al nostro laghetto e mi chiedevo se la cosa potesse peggiorare in vista poi del fatto che solitamente d’estate posizioniamo una piscina.Scusa se chiedo a te ,ma mi sembrava la cosa piu’ sensata visto che conoscete le api e io invece non ne so praticamente nulla (a parte che quando pungono fan male …)e che magari le mie sono solo preoccupazioni di mamma.Posso star tranquilla? come dobbiamo comportarci?io ovviamente ho detto ai bambini di non avvicinarsi e non disturbarle,pero’ cerca di immaginare la situazione dei bimbi in un giardino ,seppur grande ,che giocano…grazie confido in una tua risposta ciao Vanessa
ciao vanessa,
le api quando pungono muoiono quindi non sono particolarmente ansiose di farlo se vivi in campagna sarai già circondata da api calabroni e vespe che hanno una casa chissà dove. Le api pungono su questo non c’è dubbio devi fare attenzione a non disturbarle, non infilarti nella traiettoria di volo molto vicino alle arnie non battere con le mani sull’arnia, le api come tutti gli esseri viventi si abituano ai rumori e ai suoni, davanti alle mie arnie (quando dico davanti vuole dire a meno di 1 metro) passa ogni 15 giorni un contadino con la falcia erba a motore….il contadino non è stato mai punto…..io si.
Avendo delle arnie vicine potrai incontrare qualche ape in più del solito sopratutto vicino al laghetto o alla tua futura piscina, hanno bisogno di bere come noi, fai attenzione a non schiacciarle e vedrai che tutto andrà bene. Dipende anche da quante arnie ha il tuo vicino se sono 5/6 o 100, se un tuo famigliare è allergico non rischiare procurati tutte le medicine necessarie chiedi ad un medico ti saprà sicuramente aiutare.
Secondo me usando un pò di buon senso puoi tranquillamente convivere con loro
Ti dirò di più se hai qualche albero da frutto preparati ad un raccolto abbondante le api del tuo vicino lavoreranno gratis anche per te.
verissimo …. le api pungono se disturbate violentemente , oppure in assenza di nettare , fioriture varie siccità , dico siccità quando non piove da parecchio e le temperature sono molto alte , se un ape o varie api per caso ti si avvicinano o appoggiano sul tuo corpo lasciale fare come se fossero mosche , non ti fanno niente anzi , cogli l’occasione per vederle e osservarle da vicino , sai dopo che hai fatto questo vedrai che ti piaceranno , alcune volte pungono se sei sporca di erba di taglio prato siepi , ti sentono sentono l’odore addosso e non trovando niente pungono, altra cosa da farsi assolutamente è quella di non indossare vestiti sintetici tipo pail perchè si caricano di corrente statica e questo porta a pungere le api , viene estratto il veleno dalle api con apposite spugnette a bassissimo voltaggio ,o vetrini di rame ecc… il veleno viene utilizzato in cosmetica e pomate varie , questa corrente porta a far pungere le api e rilasciare il veleno senza arrecarci danno ho scritto il tutto in breve e di corsa , non tecnicamente , le api bevono moltissimo una cassetta beve circa mezzo litro di acqua al giorno , circa 60.000 mila api indi occhio a fare i tuffi se le cassette sono molte rischi di non trovare acqua hahahha ciao
Ciao a tutti,
non ho molta simpatia per l’informatica e non ho ancora capito bene cosa sia un blog,però questo blog sulle api mi piace…mi sono da poco avvicinata al mondo delle api e sto scoprendo che è un mondo fantastico…sono della provincia di Savona, c’è qualcuno tra di voi che alleva api nella provincia di Savona?
Ciao a tutti.
Voglio inviarvi delle curiose foto di “una nuova famiglia” ospite presso il mio cortile.
Servono urgenti consigli per non distruggere quanto di grazioso ha creato la natura. Come vi faccio avere delle foto?
saluti
via mail a me? e poi io se vuoi le pupplico ?
la vostra idea è davvero stupenda, voglio provare anche io con l’arnia waree penso che è ora che le api si riapproprino della loro vita e forse sarà meglio anche per noi.
Vorrei saper l’interfavo lo devo fissare a 36 mm o posso farlo anche a caso.
inoltre i favi (listelle ) li mettete a favo caldo o freddo ?
si puo usare in montagna 1000 mslm uno spessore arnia di 30mm o non serve ?
secondo voi serve nutrire o è meglio osservae loro e non forzarle?
la selezione: non vi sembra che l’uomo abbia forzato la cosa e adesso è più difficile che loro si arrangino ? grazie mille ciao
Ciao ragazzi, mi chiamo Betty e abito nel Valdarno. Mi sono appassionata all’apicoltura e spero di iniziare ad allevare api in questa primavera. Per me il vostro blog è un eccezionale punto di riferimento: grazie grazie grazie!! Dopo aver frequentato un corso base di apicoltura, mi sono data da fare per trovare informazioni per realizzare un’apicoltura più amichevole possibile, e sono giunta alla conclusione di iniziare con 2 arnie warrè. Potete immaginare quanto per me sia stato importante trovare il vostro blog!! Visto che mio padre era un falegname (oltre che un artigiano tutto fare) , un po’ di dimestichezza con il lavoro del legno me l’ha trasmessa e quindi vorrei autocostruirmela. Avrei delle domande da farvi:
-ho letto che con la warrè non ci sono i problemi legati al sollevamento del peso dell’arnia, come avviene con le arnie tradizionali. Ma quando la si deve sollevare per aggiungere i cassetti sotto, non è pesante?
-quali sono i pro e i contro dell’applicazione della finestra di vetro? Da un lato la vedo come una cosa positiva per la lotta contro la varroa: sono andata a visitare con un’amica apicoltrice, un signore non lontano da casa mia che realizza arnie di forma convenzionale ma trasparenti (con i vetri su tutti i lati) perché si è basato su studi fatti in Europa (ma dei quali non ricordo purtroppo la fonte) secondo i quali la varroa teme la luce. La mia amica Laura ne ha acquistata una l’anno scorso e abbiamo osservato che in effetti le api di quell’arnia stanno bene, oltre che essere molto docili (non si imbizzarriscono quando si apre il coperchio, ma rimangono quasi indifferenti, forse perché non provano la spiacevole sensazione di essere travolte da un lampo improvviso di luce mentre sono nella totale oscurità). Dall’altro lato però mi chiedo se la parete con il vetro non sia soggetta a creare condensa o a isolare in misura molto ridotta. Voi cosa ne pensate?
-ho letto che avete trattato le arnie con cera e olio cotto. Di quale olio si tratta?
Grazie ancora , siete simpaticissimi…
Rimango in attesa di vostre notizie,
buone giornate, Betty
Forse sono pacchi di api con ape regina in gabbietta, solo che non capisco la latta a cosa possa servire!
Ciao Mascia. Ho visto navigando su youtube, che degli apicoltori americani (ma quante ne sanno) usano una tecnica che visto il mio scarso inglese non comprendo. Qualcuno mi saprebbe spiegare? Il video in questione lo si vede digitando “Installing new packaged honey bees “. Vi si vede una latta tipo pelati che viene introdotta in arnie da 6 presumo. Insieme ad essa l’amico mette anche un affaretto piatto e piccolo. Magari è una tecnica per curare dalla varroa…
Resto in attesa di delucidazioni grazie!
ciao a tutti,
bello questo blog delle api, ho comprato di recente un prodotto denominato “attirasciami”, dato che non ho ancora messo in campo l’unica arnia nuova che ho, e non avendo ancora api, per caso qualcuno sa dirmi se funziona, se le api arriveranno da sole? Vicino a me stavano già cinque o sei arnie piene seguite da un anziano appassionato apicoltore che poi alcuni anni fa ha tolto per ragioni di salute e di età. C’è molto bosco, acacie, ciliegi, tarassaco, mille piante e mille fiori. La zona è quella delle colline emiliane. Comunque grazie, mentre sto attrezzandomi e cerco di imparare il più possibile. Buoni lavori estivi a tutti.
maurizio
ciao maurizio non sapevo cosa fosse e ho guardato su google cito testualmente Crema a base di prodotti naturali (essenze di fiori) che emana profumo fortissimo e richiama gli sciami in volo .è lei?………….io so di apicoltori che durante il periodo della sciamatura mettono delle arnie piene di favi costruiti nelle vicinanze dei loro apiari, nella speranza di non perdere gli sciami che si dividono e colonizzano il mondo…ma una crema per api non so mi sembra un modo come un’altro di farci spendere qualche lira ops ero….chiederò in giro e ti faccio assolutamente sapere
ciao Mascia, grazie dell’interessamento, sì il prodotto penso sia lo stesso, e quantomeno costa pochi euro,
ho visto quest’arnia austriaca, veramente bella e
particolare
un saluto
maurizio
Bravissimi!!!
mi piace il vostro blog, e non poco.
Io ho investito anni in scuole di sommelier e degustazione e proprio quando il mio blog stava andando alla grande sono diventato intollerante all´istamina ,quindi niente piu vini , formaggi e pesce….ouch!
Mi sta ronzando in testa l´idea di trasferire tutte le nozioni e tecniche di degustazione del vino, sul miele e vorrei ritornare in italia per iniziare questa avventura.
tanti saluti alle apine…
Antonio Zangara
Ciao ho un problema con una mia famiglia che sta mettendo a dura prova la mia passione. Ho deciso, nonostante sia solo al principio della mia , spero lunga, carriera di apicoltore, di applicare il blocco di covata per poi somministrare acido ossalico spruzzato dopo 21 giorni e a seguire un’altra spuzzata una settimana dopo. Questa famiglia non ha melario perchè probabilmenta è sciamata la regina in quel periodo e il melario che avevo messo era sempre vuoto di api, così ho preferito aggiungerlo all’altra famiglia che ho visto che lavorava di più. Ti diro che però ora son due volte che ci provo ma la regina non la trovo. Inoltre ora la famiglia è molto cresciuta e trovare una seppur”regina”, in mezzo a così tante api e fuchi non mi riesce. Il mio amico che mi segue a risposto alle mie lamentele con un secco :la devi trovare. Va bene ma nonostante aguzzi la vista niente da fare. Tu che consiglio mi puoi dare? Grazie tante Fabrizio.
Ciao fabri, trovare la regina non è facilissimo, devi muoverti con calma e pazienza usare poco fumo se riesci non usarlo del tutto, la regina è timida e schiva quindi si allontana da zone rumorose o di pericolo , alcuni apicoltori sostengono che più ti allontani da mezzogiorno più la regina è lontana dall’estremità della covata…….il messaggio è un pò sibillino…..per semplificare se cerchi la regina nel tardo pomeriggio dovrebbe essere ai lati della covata …………questa è fantascienza non scienza ….buona fortuna
ciao Fabri …i trattamenti dopo l’ingabbiamento si fanno a 24 25 giorni , questo per far si che tratti anche i fuchi che sono i maggiori portatori di varroa , poi per quanto riguarda la regina bisogna imparare anche a cercarla su tutti i lati del telaino , e anche sul fondo e pareti e anche sui copri favo ecc… io svariate volte le ho trovate li perchè ? saranno casi della vita , se e ripeto se , non sei un manovale puoi sempre scrollare i telai ma con forza sufficiente da eliminare solo le api che non contornano la regina quelle che ha la regina con se sono molto più attaccate al telaio e difficilmente si distaccano per scrollatine semplici idem la regina
Ciao, una domanda se possibile: ho una cassetta con tre melari, si tratta di una famiglia molto numerosa e mi chiedevo se è meglio toglierli tutti e tre contemporaneamento, solo gli ultimi due o solo l’ultimo.
Meglio prima togliere quello più in basso e più pieno o partire dall’alto?
Grazie mille!
Ciao
Emilio (SO)
io partirei dal melario più pieno di miele opercolato che di solito è quello più vicino al nido e uno alla volta li toglierei tutti quando finisci di smielare rimetti sul nido un melario con i telaini sporchi così le api li puliscono.
buon miele
Ciao Mascia, si è formato un alveare nel mio sottotetto cosa posso fare?
Grazie
Cristina
Ciao Mascia come si distingue un’ape da una vespa?
scusate ma a quale distanza devono stare da una strada di passaggio le cassette delle api?
ho risposto con un post ciao
avete mai trovato una formica in un barattolo di miele? Sigetta la formica o si getta il miele?
Vorrei un parere da chi ha molta esperienza.
grazie per l’ospitalità
pasquale
io tirerei fuori la formica dal miele e lo mangerei ……….se vuoi puoi mangiare anche la formica che povera sarà affogata nel miele ….sarà forse un pò asprina …….
Grazie sempre molto gentile ed esaustiva,seguirò i tuoi consigli e vedrò che fare,le arnie sono piene di ogni cosa ma quando ne ho aperta una è venuto su un profumo che mi ha riempito l’ anima e il cuore…veramente incredibilela voglia di cominciare some è cresciuta.Mi sono messo in contatto con un apiculture che sta quà vicino e mi permetterà di seguirlo quando in questi giorni andrà alle sue arnie (140) e spero di imparare prestociao a presto e buon lavoro.
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Grazie sempre molto gentile ed esaustiva,
seguirò i tuoi consigli e vedrò che fare,le arnie sono piene di ogni cosa ma quando ne ho aperta una è venuto su un profumo che mi ha riempito l’ anima e il cuore…veramente incredibilela voglia di cominciare some è cresciuta.
Mi sono messo in contatto con un apiculture che sta quà vicino e mi permetterà di seguirlo quando in questi giorni andrà alle sue arnie (140) e spero di imparare presto
ciao a presto e buon lavoro.
Ferdinando
grazie per il grazie e si concordo con te per il profumo ………..io non ho spazio in casa e i telaini li tengo nel bagagliaio della macchina (solo d’inverno) tutti mi chiedono dove ho comprato un profumo così buono. E’ proprio una bella avventura!
ciao e buon marzo
Salve sono un neofita e un amico mi ha regalato 5 arnie dismesse con dentro credo cera e telaini,
come posso pulirle x non creare danni ? grazie mi urgono consigli pratici mi sto documentando su internet e trovo il vostro blog eccellente
Ciao ,
dipende in che stato sono le arnie, dismesse da quanto tempo? la cera che c’è è integra oppure è attaccata dalla camola? il legno dell’arnia è in buono stato? muffe? il consiglio che ti darei è pulirle bene all’interno grattando via tutti i residui di cera e propoli e di riverniciarle.
Sulla vernice guardati anche questo link, per uno alle prime armi come noi è un pò complicato ma interessante http://www.bioapi.it/luso-della-propoli-per-la-verniciatura-del-legno.html , in ogni caso esistono delle vernici già pronte all’uso sono ad olio e vengono usate in bioedilizia.
Prima di metterci le api E’ IMPORTANTISSIMO che le arnie e i telaini non contengano tracce di peste americana e per essere sicuri di questo dovresti proprio farle sterilizzare, chiedi all’associazione apicoltori più vicina a casa tua ti diranno come fare, disinfetta solo quelle che hai intenzione di colonizzare io ti consiglierei di cominciare con tre arnie, la sterilizzazione è cara.
ciao e ben venuto
lascia stare quelle cassette …. una cassetta costa 80 euro un melario con favi 20 euro un escludi regina 5 euro un apiscampo 7,50 euro , pittura euro 20 con pennello carteggiare e carta vetro euro 5 , raschietti vari scialumò , soda caustica x lavaggio e qualcosa ancora … compera tutto nuovo che sai cosa hai li ….e sicuramente dormi perchè tanti rischi di malattie o potenziali malattie li eviti con il nuovo , seno ogni mezzora ti passano idee strane nella testa sopratutto se leggi in giro post vari sulle api nel web , anche chi le da via magari non sa nemmeno il perchè gli sono morte e mancate le api , senza contare che tanti ci godono a vedere che anche a te è successa la stessa cosa , brutto a dirsi ma è cosi